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Una targa in memoria di due cittadini di origine pantesca deportati

L'associazione " Pantelleria Preziosa" ha creato un evento" Memorie da Lager" per non dimenticare un periodo tragico della storia italiana:"la deportazione degli ebrei nei campi di concentramento".
Piace porre l'accento sulla sensibilità dimostrata dalla giunta comunale di Pantelleria che ha deliberato la realizzazione di una targa in memoria di due cittadini di origine pantesca che hanno vissuto gli orrori del nazi-fascismo. Essa recita: "Il Consiglio comunale di Pantelleria contro ogni forma di razzismo e discriminazione in memoria dei cittadini di Pantelleria Todros Alberto(1920-23), Todros Carlo(1923-2002), Spanò Donato(1925-2012), Deportati nei campi di concentramento Nazi -Fascisti Pantelleria, 26 Gennaio 2016"


L'aver conosciuto la storia dei due fratelli Todros, è valsa a riflettere su un passato che ritorna nella misura in cui si è capaci di raccogliere le memorie di quanti hanno vissuto con rigore e sacrifici la propria vita .Oggi a distanza di molto tempo, la storia ci restituisce un passaggio estremamente significativo legato al ventennio fascista grazie al libro " Memorie" di Alberto Todros, scritto per rievocare eventi legati alla sua vita.Il padre di Aberto era imbarcato come soldato semplice in una nave diretta in Albania: una sosta nel porto di Pantelleria per fare il rifornimento di pane, gli fece conoscere la sua mamma Nicolina Bertolini nata in Via Fosso, nei pressi dell'attuale castello medioevale dove il padre aveva un forno e panificava. Fu amore a prima vista! Dovette salutarla per reimbrcarsi e raggiungere l'Albania, ma iniziò una serrata corrispondenza con la sua ragazza che sposò,raggiungendo l'isola non appena si congedò. I suoi genitori,ebrei,vivevano a Torino e non accettarono mai Nicolina,quando dopo il matrimonio suo padre la portò a Torino. La sua nascita e quella del fratello avvennero a Pantelleria in Via Dante N° 23, non dimenticò mai la sua terra natale e dalla madre apprese la tenacia e la forza di resistere. Crebbero nell' indigenza per il rifiuto del nonno di accettare le origini e il cattolicesimo della madre e,quando nel 25, suo padre mori' di tubercolosi,furono dichiarati ebrei. Il nonno in cambio corrispondeva alla mamma un assegno vitalizio per mantenerli negli studi. Durante il fascismo le leggi razziste videro i due fratelli espulsi dalla scuola e deportati nei campi di concentramento di Mauthausen. Le alterne vicende della loro vita sono raccontate con dovizia di particolari nel testo autobiografico di Alberto. Mai tra le righe della narrazione si avverte la disperazione, sostenuti dall'amore della madre che li segui', fissando la sua dimora a Carpi per sostenerli con la sua vicinanza e le provviste che di nascosto di là dal campo riusciva a dare loro. I due fratelli la osservavano con gli occhi del cuore e la speranza della liberazione, quando avvenne, nell'aprile del 1945 diede loro la possibilità di riprendere gli studi e laurearsi in ingegneria. Vite che insieme ad un altro cittadino di origine pantesca Donato Spanò, conobbero le crudeltà di un momento storico il cui ricordo deve far riflettere tutti per la valorizzazione di un bene che oggi ci appartiene,ma per il quale tante vite sono state distrutte " La libertà".

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