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Arrivo 16-08-2018
Partenza 23-08-2018
Ospiti Adulti: 2 Bambini: 0

Il ruolo della Donna all'interno del dammuso

La donna pantesca, dai tratti somatici un pò africani, con carnagione olivastra, occhi castano scuro e capelli neri, spesso anche ricci, ha sempre manifestato un profondo orgoglio e un'estrema capacità di affrontare la vita di moglie devota e di madre, nell'osservanza di tutte le regole che la comunità dettava. Affrontava il lavoro in casa e per la famiglia con dedizione, e quando arrivava il tempo della raccolta dei frutti della terra era impegnata nell'attività che si svolgeva nei campi. A lei spettavano la raccolta dell'uva con l'aiuto dei figli, la sua sistemazione egli stenditoi e poi lo "sgrappolamento" per il confezionamento dell'uva passa. Trascorreva intere serate alla luce del lume ad acetilene o a petrolio - con tutte le donne del vicinato che la aiutavano - per poter poi vendere ai commercianti dell'isola l'uva passa che aveva preparato. I tanti "cunti" e storie che oggi arricchiscono il patrimonio linguistico e folkloristico dell'isola, sono nati proprio da quegli incontri ravvicinati. Le ragazze, che ascoltavano spesso storie d'amore o avventure di giovani sposi, fantasticavano sul loro futuro e quelle in età da marito aiutavano in casa le madri nelle faccende domestiche e preparavano il proprio corredo, ricamando e cucendo lenzuola e camicie da notte.

In alcuni dammusi esistevano dei bellissimi telai che venivano utilizzati dalla padrona di casa per tessere il cotone che l'isola produceva e che serviva per confezionare le famose trapunte che non dovevano mai mancare in un corredo importante. Tutto il lavoro realizzato dalle ragazze arricchiva le stanze principali del dammuso dei genitori della sposa prima delle nozze, perchè poi sarebbe stato esposto e fatto ammirare a conoscenti e amici, e in particolare ai genitori dello sposo. Nel dammuso di abitazione - con tutti i suoi ambienti, la sala e la camera - l'alcova diveniva protagonista dei preparativi per il matrimonio, e lì si consumava anche il pranzo delle nozze. Tutto il vicinato veniva coinvolto per fornire il tovagliato e le stoviglie eventualmente mancanti e le persone più capaci di stare in cucina per la preparazione del menù degli sposi prestavano il proprio aiuto. Il giorno delle nozze era uno spettacolo vedere la goliardia e la vivacità dei commensali riuniti tra le pareti del dammuso, che si animavano dell'allegria dettata da Bacco e da canti e balli ritmati dal suono degli amatori di fisarmonica, chitarra e violino. I dammusi, paragonabili a vere e proprie fattorie, erano verificati dal fervore della vita e dall'allegria dei bimbi che le donne partorivano in casa, e lì i piccoli crescevano educati al rispetto de gli altri e al senso del dovere nei confronti del lavoro della terra che il padre conferiva loro.

Adiacenti al dammuso, come si è detto, venivano create le strutture e tenute le attrezzature per custodire e allevare gli animali da cortile, le cui carni costituivano la base primaria dell'alimentazione, insieme a tutte le verdure dell'orto. La donna pantesca è riuscita nel tempo a ideare ottimi piatti tipici con prodotti semplice: pietanza che ancora oggi rappresentano la tradizione culinaria tipica dell'isola. Tutte le stagioni dell'anno vedevano la donna impegnata nelle ritualità gastronomiche tramandate da generazioni e ancora adesso in autunno molte donne preparano e conservano tutti i derivati dell'uva, come il vino cotto, che si usa per condire la "cuccìa" (un dolce a base di frumento e ceci) in occasione di S.Lucia il 13 dicembre e per preparare i dolci tipici del Natale, i "mustazzoli".

Sulle cupole dei dammusi, la donna continua a stendere i fichi e i pomodori che si essiccano per essere conservati e prepara le marmellate con l'uva zibibbo scelta tra i migliori grappoli durante la vendemmia. Tutte le conserve dei prodotti della terra aiutano l'economia della famiglia e creano quella ricchezza che consente ai molti abitanti dell'isola ancora dediti all'agricoltura di sentirsi appagati e soddisfatti del lavoro svolto durante tutto l'anno. L'inverno è la stagione dell'intimità familiare: la donna pensa a quando il suo uomo la porterà a ballare nei circoli e si prepara a trascorrere serate di convivialità con le sue amiche.

Tante abitudini di vita resistono al tempo che inesorabilmente scorre e altre cambiano, ma i dammusi - in passato come oggi - rappresentano l'anima di un popolo che vive per difendere la propria terra e fare in modo che la sua tipica abitazione possa costituire motivo di ammirazione non solo per tutti i panteschi, ma anche per quanti desiderano e decidono di trascorrere le loro vacanze in un'isola splendida come Pantelleria.

 

 

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