Tra le spesse pareti di un Dammuso risalente all’800,è stato realizzato uno scrigno di bellezza d’altri tempi con lo scopo di valorizzare la cultura contadina della nostra isola di Pantelleria.
In particolare la narrazione unita ad utensili e ad immagini riprodotte in un video, cerca di far comprendere ai visitatori l’importanza di una coltivazione, quella del Cappero appunto,che unitamente alla coltivazione dell’uva Zibibbo, costituisce fonte di reddito per il suo abitante e determina un paesaggio antropizzato, fatto di terrazzamenti e coltivazioni le cui pratiche agricole si tramandano di generazione in generazione.
Si può evincere mediante le quattro stagionalità il lavoro che il contadino dedica alla sua terra e alla coltivazione del Cappero, alla sua maturazione e selezione, nonché alla trasformazione di tutti quei prodotti che oggi vengono richiesti dalla nouvelle cuisine. Una iniziativa che premia quanti hanno sempre creduto nelle potenzialità della terra di Pantelleria, riuscendo ad esportare il nome dell’isola in 26 paesi nel mondo e coniugando la tradizione e l’innovazione. Il Museo, il primo che esalta il passato e il presente agricolo isolano, ha avuto il patrocinio della Regione Sicilia, del Comune e del Parco Nazionale isola di Pantelleria
| Soleggiato | 19 aprile 2026 19.0 °C |